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Flora e Fauna

All'interno della Duna del Parco Nazionale del Circeo possiamo distinguere tre principali aree con diverse caratteristiche morfologiche e vegetazionali.

La battigia: è la porzione di duna che si affaccia direttamente sul mare. La battigia è battuta dalle onde sino al raggiungimento di uno scalino che viene chiamato berna di tempesta.

L'avanduna: è la porzione di duna che non viene di solito raggiunta dalle onde ma che è comunque fortemente esposta alla forza del vento carico di salsedine.

Le alte temperature, le lunghe siccità, il terreno poco fertile e i forti venti rendono difficile la sopravvivenza delle specie vegetali, che hanno dovuto sviluppare adattamenti particolari.

Nell'avanduna si sviluppano prevalentemente piante alofile tra cui: la gramigna delle spiagge, la camomilla marina, l'eringio marino, l'erba medica marina, il bellissimo giglio di mare selvatico e l'ammofila. Queste piante colonizzatrici, si insediano sull'estremità della duna più mobile ed esposta al vento. Grazie alle robuste e lunghe radici che le ancorano al terreno, queste piante attenuano la forza del vento di libeccio, fissano il suolo, contrastando il fenomeno dell'erosione e consentono l'impianto graduale della macchia mediterranea.

Il retroduna: è la porzione di duna protetta dai venti marini, in cui si sviluppa una rigogliosa macchia mediterranea che, scendendo verso i laghi, lascia il posto a una foresta di sclerofille. Il primo arbusto che troviamo è il ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus macrocarpa), dai giganteschi cespugli modellati dal vento che intrappolano la sabbia. A questo si associano man mano che procediamo verso l'interno, il lentisco, il mirto, l'alaterno, l'erica multiflora e piante lianose come la clematide (Clematis vitalba) e la pungente Smilax aspera detta straccia brache. La macchia raggiunge il suo massimo sviluppo sul versante della duna che si affaccia sui laghi, dove troviamo il leccio, il ginepro fenicio, il caprifoglio, il corbezzolo.

La mattina presto sulla spiaggia del Parco Nazionale del Circeo si possono trovare miriadi di tracce e orme che rivelano la presenza dei veri abitanti della duna, che preferiscono starsene in disparte di giorno quando la duna è affollata di gente, specialmente nel periodo estivo,ed uscire la notte in cerca di qualcosa da mangiare.

Oltre ai gabbiani, la duna è abitata dalla lucertola campestre e da diversi coleotteri, come la pimelia, lo scarabeo stercorario e la cicindela

Sul versante dei laghi troviamo il rospo smeraldino, e tra i rettili, la testuggine comune, il ramarro, la lucertola muraiola e la lucertola campestre, il biacco e la temuta vipera comune.

Tra i Mammiferi troviamo numerosi conigli selvatici e la loro acerrima nemica, la volpe. Nelle aree più boscate possiamo incontrare anche gli aculei dell'Istrice e le impronte del Tasso.

Per quanto riguarda l'avifauna, la duna è particolarmente importante per la riproduzione del Fratino (Charadrius alexandrinus) e del Corriere piccolo (Charadrius dubius).

Carpobrotus in fiore sulla duna e il promontorio
(foto di Marco Buonocore)
Vegetazione alofila sulla duna
(foto di Marco Buonocore)
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